Principi Fondamentali

 

L’ente per la religione classica Pietas – Comunità Gentile si ispira ai sani valori spirituali del mondo classico, nel rispetto delle normative vigenti. Essi sono facilmente reperibili dall’immenso patrimonio culturale trasmesso dai tempi antichi ad oggi: dall’Odissea all’Eneide si riscontra l’importanza di rispettare il prossimo, di onorare gli ospiti, gli antenati ed i defunti, sui quali è bene ricordare solo le opere buone (parce sepulto) affinchè siano di buon esempio ai posteri. E’ sufficiente leggere Platone per riscoprire l’importanza del rispetto delle leggi, far riferimento ai pitagorici per acquisire la regola comportamentale del “buoni pensieri, buone parole, buone azioni”, comune a quella degli zoroastriani, leggere Cicerone per scoprire la profondità del sentimento romano della Pietas, consistente nel coltivare un amore ineffabile nei riguardi della comunità, delle leggi, della famiglia, del sacro in tutte le sue manifestazioni.

I valori del mos maiorum dei romani di epoca arcaica, riconosciuti universalmente come sani, si fondano non soltanto sul perseguire comportamenti sani e corretti, ma anche sul rispettare gli Dei attraverso i riti, sull’onorarli rispettando quanto più possibile la comunità umana e cercando di costruire una società fondata sul rispetto reciproco, sulla concordia e sulla sintonia (si veda il capitolo Somnium Scipionis nel De Repubblica di Cicerone). Sempre da Cicerone apprendiamo che nel Latium di epoca arcaica il sentimento sacro della Pietas si coltivava innanzitutto nel nucleo familiare: l’uomo e la donna dovevano amarsi e rispettarsi reciprocamente, per costruire una relazione sana ed allevare i figli con buoni esempi di amore per la famiglia, lo stato e la religione.

I valori di rispetto della Pietas implicano la ricerca della complementarità uomo-donna nel nucleo familiare, il rispetto assoluto di quest’ultima, da Pitagora definita come “una supplice tolta alla sua famiglia d’origine” che mai va maltrattata. Il rispetto del sacro implica  tolleranza assoluta nei riguardi di tutte le religioni.

Numerosi poeti (Ovidio, Omero, Esiodo, Virgilio ecc.) trattano il mito, tantissimi filosofi lo approfondiscono nei suoi significanti intrinseci, svelandone le analogie delle forze naturali che convivono nel cosmo con l’uomo (Macrobio, Platone, Porfirio ecc.) e ricavandone la distinzione tra i comportamenti corretti e quelli scorretti. Qualsiasi lettore noterà come il vilipendio di Achille al corpo di Ettore morto è condannato, mentre si evince quanto fosse alto il rispetto dei defunti al punto tale da generare armistizi perché i dovuti riti funebri venissero svolti. Da Esiodo (Le opere e i giorni) si nota come in realtà la spiritualità antica condannasse le contese belliche e ricercasse una contesa sana del dedicarsi onestamente al lavoro.

I valori sani della spiritualità antica sono tantissimi, ed una semplice enciclopedia forse non basterebbe ad enumerarli tutti, ma è sufficiente fare riferimenti ad alcuni precetti fondamentali, per scoprire che l’equilibrio ed il distacco dalle passioni, proposti dal pontefice massimo ed imperatore dei romani Marco Aurelio, sono perfettamente riassunti nel detto romano “in medio stat virtus” e nelle iscrizioni poste nei timpani del tempio di Delfi: “conosci te stesso”, “nulla in eccesso”.

Plutarco, sacerdote addetto ai banchetti sacri di Apollo a Delfi, nei suoi moralia ha tentato di raccogliere quanti più elementi utili all’educazione del buon cittadino e dell’uomo di spirito. Le sensibilità di Pitagora e di Apollonio di Tiana, maestri e sacerdoti gentili che rispettavano la vita al punto da rifiutare ogni forma di sacrificio animale, sono esempi etico-comportamentali che ancora oggi si riverberano nelle nostre leggi.

Dai classici spirituali (Giamblico, Ermete Trismegisto, il già menzionato Plutarco ecc.) emergono anche importanti esempi sui princìpi della libertà dell’individuo, sui suoi diritti e di come sia un fondamento spirituale rispettarli e perseguirli, il tutto nell’ottica di impegnarsi, ognuno nel proprio piccolo, alla costruzione di una società migliore, sana e giusta.