Pietas fa parte del circuito delle Associazioni culturali di Roma Capitale

Pietas è un membro Ecer

(congresso europeo delle religioni etniche)

TEMPLVM IOVIS

Premesse al Sanctuarium Pietatis in Roma

 

Il 5 gennaio del 2005 viene fondata l’Associazione Tradizionale Pietas. Essa nasce da gruppi umani che operavano per la preservazione della Tradizione da oltre mezzo secolo e che ebbero, nella figura del professore Gianfranco Barbera, il loro referente culturale.

L’associazione si muove subito con grande successo e coopera, per il raggiungimento dei suoi fini, con realtà istituzionali come università (dalla Sapienza di Roma al Consorzio Universitario di Crotone) e amministrazioni locali. Vengono realizzati convegni di stampo internazionale ed eventi in città dove si conservano fenomeni tradizionali molto forti. Ebbe grande successo il Campo di Flora, il primo campo nazionale delle Tradizioni Italiche.

 

L’Associazione ottenne subito l’adesione da parte di molti gruppi di tradizionalisti e scuole tradizionali operanti da secoli in Italia, sviluppò così svariate referenze in diverse città d’Europa. Ancora oggi permangono referenze estere, oltre a quelle italiane.

Nel 2008 venne fondata l’Aedes Romae Pietatis per consentire ai gentili praticanti su Roma di avere un loro tempio di riferimento.

Nel giugno del 2009 venne consacrato nel soveratese un tempio ad Apollo.

Il 31 gennaio 2010 e.v. viene inaugurato il Templum Minervae a La Storta, trasferito poi nel nuovo Santuario di Roma.

Nel Luglio 2012 venne eretto un altare a Giove proprio laddove sarebbe sorto il santuario della Pietas: l’altare venne eretto dal presidente Giuseppe Barbera per un voto andato a buon fine.

Dopo di ciò in prossimità di questo altare si ebbero svariate epifanie del Dio, cosa che spinse la presidenza ed il direttivo della Pietas a stabilire l’erezione di un tempio dedicato al dio in un piccolo terreno che da Giuseppe Barbera venne dato all’associazione visti gli eventi incredibili.

Il 13 luglio del 2013 dell’era volgare venne posta ritualmente la prima pietra, inaugurando il Sanctuarium Pietatis.

Il 10 maggio dell’anno volgare 2017, MMDCCLXX ab Urbe Condita, il presidente Giuseppe Barbera annuncia il completamento della struttura del tempio di Giove e dà avvio alla realizzazione del vasto apparato decorativo.

Il tempio è il risultato dell’attività di un’ampia comunità, la quale è venuta a costituirsi per esigenza organizzativa, mancando quella statale. Del resto nel mondo antico erano numerosi i collegi che venivano a costituirsi per l’organizzazione e la conservazione delle dottrine più antiche: in ciò la fondazione di Pietas ricalca una metodologia profondamente tradizionale. Nel mondo antico, dove la religione era gestita dalla stato, la fondazione dei templi avveniva sotto il controllo di appositi collegi. Poiché lo stato di oggi si disinteressa al culto tradizionale ma lascia, con le sue leggi, piena libertà all’organizzarsi religiosamente, così Pietas, per superare i limiti delle singolarità individuali, ha organizzato dei collegi che possano occuparsi, sempre secondo i canoni tradizionali trasmessici, della gestione rituale dei templi.

L’intero Santuario della Pietas non sorge in maniera casuale, ma si sviluppa secondo canoni classici.

Attorno al tempio principali vi è un giardino sacro, con altari ed edicole in corso d’opera e con altri tempietti funzionali al Santuario.

Ogni albero è disposto secondo logica, ogni pianta, ogni sasso, il tutto in un perenne fluire del divenire.

 

 

N.B.: SUI MECCANISMI DI PRESERVAZIONE, CONSERVAZIONE E TRASMISSIONE DELLA TRADIZIONE CLASSICA RIMANDIAMO AI SEGUENTI ARTICOLI:

 

Giuseppe Barbera, Il processo di conservazione e sopravvivenza della Tradizione Italica, in Templum Iovis, ed. Pietas

 

Giuseppe Barbera, Spiritus Romae. Spiritualità ed escatologia nell’ideale romano, in Politica Romana n. 10, ed. Ass. Senatus

 

Giuseppe Barbera, De Mysteriis Urbis, in Civitas Sapientaiae, Pietas n. 14

Il Tempio di Giove e le funzioni del Santuario

 

Il tempio di Giove è stato eretto su un podio realizzato in blocchi di tufo marino proveniente dalle coste della Magna Grecia, successivamente rivestito in travertino bianco.

Il rettangolo sul quale si sviluppa il tempio è aureo, orientato sulla stella polare, formante un quadrato in cui si sviluppa la cella tempio ed un rettangolo argenteo in cui si sviluppa il pronao.

Il canone scelto è quello corinzio, con una forma tetrastila in antis per ricalcare a fondo la simbologia classica del tempio, utilizzata per la trasmissione dei saperi più antichi sull’essere umano.

Le decorazioni verranno sviluppate col medesimo fine di quelle che adornavano i templi antichi: trasmette dei miti che velano dei significati misterici intuibili solamente da parte dei meritevoli.

 

Presso il tempio è possibile svolgere benedizioni dei propri figli, tratte d’auspici, tratte oracolari, voti, matrimoni, formazione sulla pratica al culto classico e quindi accedere al culto.

L’accesso al culto avviene in maniera tradizionale per chi vuole liberamente intraprenderlo e divenire, dunque, sacerdote di se stesso.

Sarà sufficiente accordarsi col personale sacerdotale del santuario per conoscere le metodiche classiche di approccio applicate dalla Pietas.

 

Nel Santuario è presente anche un’aula ove è stato trasferito il Templum Minervae con i suoi arredi, dove si svolgono incontri formativi e momenti di convivio.

All’interno del santuario medesimo è anche l’appartamento dei sacerdoti, con una biblioteca dedicata ai misteri classici accessibile ai soci, dietro specifica richiesta.

 

Costruire un tempio di Giove non è un riattivare una forma di culto, perché in realtà il culto è rimasto ininterrotto in numerosi aspetti tradizionali popolari: erigere il tempio significa innalzare la coscienza di tale continuità ed organizzarla collegialmente utilizzato il sistema associativo per accrescere e confermare il proprio senso identitario.

 

Per entrare in contatto col personale del tempio, od anche semplicemente per organizzare una visita, è sufficiente scrivere all'indirizzo di posta elettronica: info@tradizioneromana.org

 

 

N.B.: PER COLORO I QUALI VOGLIANO ACCOSTARSI ALLA PRATICA CLASSICA SUGGERIAMO PRELIMINARMENTE LA LETTURA DEL SEGUENTE ARTICOLO:

 

Giuseppe Barbera, Approccio al sacro, in Pietas n. 9

 

PER ACCOSTARSI ALLA VISIONE INTRINSECA DELLA SACRALITA' ROMANA SUGGERIAMO LA LETTURA DEL TESTO "ASPETTI ESOTERICI NELLA TRADIZIONE ROMANA GENTILE" DI ELIO ERMETE E GIUSEPPE BARBERA.

 

 

E-mail: info@tradizioneromana.org